16 luglio 2019 · 18 febbraio 2021
I primi contatti con le Guide
In queste date colloco i primi contatti attraverso la canalizzazione: esperienze che hanno dato una direzione più definita alla mia ricerca interiore.
Ascolto · ricerca · consapevolezza
Un percorso personale fatto di sensibilità, cura, domande profonde e studio: per avvicinarmi all’invisibile senza perdere il contatto con la realtà.
Scopri il mio percorso
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“Ho imparato presto ad ascoltare ciò che le persone non dicevano.”
Sensibilità · presenza · cura
Le radici
Sono nata a Sorengo, in Svizzera, sotto il segno della Bilancia e sono mamma di due ragazze. Fin da bambina ho avuto la sensazione di osservare il mondo da un punto di vista particolare.
Crescendo, a tratti sentendo la mancanza della presenza di mio padre, ho imparato ad ascoltare anche ciò che non veniva espresso: quando una persona aveva bisogno di vicinanza, quando desiderava spazio o quando le parole raccontavano qualcosa di diverso da ciò che stava vivendo.
Per me era naturale. Mi sono spesso sentita come una persona fuori dalla stanza, capace però di guardare dentro. Quella sensibilità mi ha accompagnata nel tempo e mi ha portata a prendermi cura degli altri.
La cura della persona
La mia formazione professionale come assistente di farmacia nasce dalla stessa predisposizione all’ascolto, alla cura e all’attenzione verso la persona. È stata una scuola di presenza concreta: vedere l’altro, rispettarne i tempi e offrire supporto con responsabilità.
Una svolta
È stato attraversando uno dei periodi più difficili della mia vita che qualcosa è cambiato profondamente. La malattia e poi la perdita di mia mamma Ruth, avvenuta in concomitanza con il mio divorzio, hanno aperto domande alle quali non riuscivo più a rispondere soltanto attraverso ciò che già conoscevo.
Avevo bisogno di comprendere quella sensibilità che mi accompagnava dall’infanzia, il mondo invisibile che iniziavo a percepire e la possibilità di creare un ponte consapevole tra questi due mondi.
Una domanda guida
Come ascoltare ciò che sento, mantenendo lucidità e rispetto per la realtà?
La ricerca non è nata dal desiderio di alimentare il mistero, ma dal bisogno di comprendere con maggiore consapevolezza.
Dalla ricerca allo studio
Le esperienze personali sono diventate gradualmente studio, formazione e pratica consapevole.
16 luglio 2019 · 18 febbraio 2021
In queste date colloco i primi contatti attraverso la canalizzazione: esperienze che hanno dato una direzione più definita alla mia ricerca interiore.
Luglio 2021
Nel luglio 2021 ho vissuto un primo contatto consapevole rivolto a un’altra persona, che in quel momento si trovava in Grecia. Da quel momento la ricerca personale è diventata anche studio.
2022 · 2023
Nel 2022 ho intrapreso il Corso Enigma, seguito nel 2023 dal Corso Mysterium. Nello stesso anno ho approfondito la medianità a Stansted, in Inghilterra.
2023 · 2024
Nel 2023 ho iniziato il percorso di Lettura dei Registri Akashici, completando il primo e il secondo livello e affinando anche la comunicazione e la connessione con gli animali, viventi e nel mondo dell’Oltre. Nel 2024 ho conseguito il terzo livello di Akasha.
2025 · 2026
Il Master con Slavy Gehring presso l’Accademia Intuizia si è concluso il 23 novembre 2025. Nel febbraio 2026 ho proseguito con un ulteriore percorso di studio con Andrej Djordjevitch e la guarigione spirituale.
Un elemento centrale
Tra i diversi strumenti di ricerca e comunicazione con il mondo spirituale, la Tavola Ouija è diventata una parte centrale del mio cammino. È uno strumento spesso circondato da paura, pregiudizi e racconti sensazionalistici, che ho scelto di conoscere attraverso studio, esperienza e pratica consapevole.
Per me non è un gioco e non è qualcosa da utilizzare con leggerezza: richiede preparazione, presenza, discernimento e rispetto.
La storia della Tavola✦
Ricerca parapsicologica, sensitività e medianità.
Il mio obiettivo non è alimentare il mistero, ma osservare ciò che accade con attenzione, distinguendo percezioni, suggestioni e fenomeni.
Oggi
Nelle mie consulenze porto la bambina che percepiva le emozioni prima delle parole, la donna che ha attraversato la perdita, la professionista abituata alla cura della persona e la ricercatrice che ha scelto di approfondire ciò che un tempo semplicemente sentiva.
Credo che avvicinarsi all’invisibile non significhi perdere il contatto con la realtà: significa imparare ad ascoltare con maggiore consapevolezza ciò che ancora non sappiamo spiegare.
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